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CONSIGLIO REGIONALE TOSCANO
Gkn: approvata la legge sui consorzi
industriali
– Michele Gambirasi, 22.12.2024
Delocalizzazioni Approvata in consiglio regionale toscano la legge sui
consorzi industriali
pubblici, elaborata per primi dal Collettivo di fabbrica ex-Gkn. Dario
Salvetti: «Può essere
uno strumento contro la speculazione immobiliare»
È stata approvata nella notte tra venerdì e sabato dal consiglio regionale
toscano la
proposta di legge sui consorzi industriali, elaborata in prima istanza dal
Collettivo di
fabbrica degli ex-lavoratori Gkn di Campi Bisenzio.
Presentato per la prima volta ad aprile il testo, a prima firma della
consigliera M5s Silvia
Noferi, ha vissuto una lunga gestazione in seno all’istituzione toscana, non
ultimo il
tentativo di ostruzionismo delle destre, soprattutto Lega, che puntavano a
portarla almeno
a gennaio 2025.
Invece, dopo una seduta fiume durata 4 giorni (impegnata anche
nell’approvazione del
nuovo Testo unico sul turismo) intorno all’una e trenta di notte la
maggioranza ha dato il
via libera. Favorevoli Pd, M5s, Iv e un consigliere di Fratelli d’Italia,
Diego Petrucci, in
dissenso con il proprio partito.
Fuori dal consiglio regionale, in via Cavour a Firenze, dalle 19 i lavoratori
dell’exstabilimento
di Campi Bisenzio si erano riuniti in attesa della votazione.
Poi, al momento del sì definitivo è esplosa la festa di cori, tamburi,
fumogeni e fuochi
d’artificio.
«Nella vita, l’importante è la sobrietà. È legge» hanno scritto. Contenta
anche la Cgil
Toscana, che ha commentato: «arriva uno strumento importante per affrontare
le
innumerevoli crisi industriali e settoriali presenti nella nostra regione e
nel paese».
LA LEGGE può essere una traccia per rendere operativo il piano di reindustrializzazione
dello stabilimento ex-Gkn, elaborato dagli operai, che sono senza stipendio
dall’inizio
dell’anno.
Ma anche uno strumento replicabile altrove. Permette infatti agli enti
pubblici, come
regione, province, comuni, ma anche enti di ricerca, di promuovere la
costituzione di
consorzi industriali almeno al 51% pubblici, previa approvazione della giunta
regionale.
L’obiettivo è far fronte alle situazioni di crisi favorendo la nascita e lo
sviluppo di società
cooperative, capaci di promuovere processi innovativi ad alto impatto
tecnologico, e che
rispondano alle esigenze del territorio e della comunità.
Qualcosa che la Lega ha definito «vecchi statalismi già condannati dalla
storia», stando alle
parole della capogruppo Elena Meini, che ha provato la strada
dell’ostruzionismo
presentando oltre 300 emendamenti.
Un’accusa respinta al mittente dallo stesso Dario Salvetti, capofila della
lotta operaia: «Qui
si afferma la centralità della pubblica utilità nella produzione industriale,
e soprattutto si dà
un grimaldello contro la speculazione immobiliare, contro il vuoto che il
capitale lascia
quando va via».
I CONSORZI, infatti, potrebbero riconvertire gli stabilimenti abbandonati e
chiusi una volta
delocalizzata la produzione, proponendo anche ai comuni l’esproprio dell’area
interessata.
Su questo il sindaco di Campi Bisenzio è stato chiaro: «Non c’è più tempo da
perdere. Noi
siamo pronti» ha dichiarato ieri. Per l’area il Collettivo dei lavoratori ha
già un piano di
reindustrializzazione, incentrato sulla produzione di cargo bike e pannelli
fotovoltaici,
elaborato da mesi e per il quale è stata lanciata una campagna di azionariato
popolare che
ha raccolto oltre un milione di euro.
Nonostante la legge e i fuochi d’artificio di venerdì notte, tra gli operai
vige la cautela:
«Siamo al primo passo. Ma ora serve farlo il consorzio, e serve farlo
attirando tutte le
migliori energie. Per il momento i finanziamenti previsti (250mila euro
l’anno per i prossimi
tre anni, ndr) sono solo il motorino d’avviamento, bastano appena a girare la
chiave del
motore» dice Salvetti.
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